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Biblioteca dell'Orto Botanico
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Manoscritti

ultima modifica 11/01/2016 12:15

Nell'Archivio della Biblioteca sono conservati molti manoscritti editi ed inediti dei prefetti, dei loro studi, delle loro lezioni, a testimonianza della vivace attività durante gli anni di prefettura.
Oltre a questi, sono presenti manoscritti figurati di diversi autori.
Di Zannichelli sono presenti svariati manoscritti, di alcune le tavole vengono poi usate per l'edizione a stampa delle sue opere, anche se in alcuni casi le tavole nelle opere a stampa non sono belle come quelle del manoscritto, come nel manoscritto Piante che nascono nei lidi intorno a Venezia che è corredato di 117 tavole colorate che rappresentano in grandezza naturale le piante raccolte dall'autore nei dintorni di Venezia. Nel volume a stampa le dimensioni delle tavole sono più piccole e l'opera è corredata di circa 300 tavole. Zannichelli non era un abile disegnatore e il nome del suo disegnatore di questo e degli altri manoscritti è sconosciuto. Anche nel caso del manoscritto Labore et studio Zannichelliano plantarum montis Caballi ad vivum Centuria prima, le tavole sono solo 100, mentre il volume a stampa in cui pubblica l'introduzione in latino è corredata di 260 tavole. Molto interessante sono anche le tavole Delle orchidi, un fascicolo in folio, in cui nelle prima pagina ci sono due orchidee fittizie, una antropomorfa e una ornitomorfa.
Di Martini, il manoscritto Mons Baldus naturaliter figuratus cum plantis in Catalogo typis mandato descriptis a me Bartholomeo de Martinis … è posseduto in due copie: è risaputo che Martini, sia degli erbari figurati che di quelli secchi, era solito produrne più copie uguali per farne dono agli amici o ai suoi corrispondenti botanici. Flora exotica e Flora alpestre portano l'indicazione  tomo 1 e tomo 2, come fossero parte di un'unica opera. Contengono la prima 100 piante erbacee ed arboree e la seconda 100 specie non alpine ma della pianura.
Particolare interesse suscita l'erbario a fumo di Giovanni Crasso, allievo di Marsili, un codice del 1789 contenente 218 tavole di piante coltivate nell'orto botanico in quel periodo. Le piante sono impresse a fumo con un procedimento sviluppato nel Quattrocento.

Sono presenti anche 3 volumi dell'abate Franciosi, intitolati Cento fiori colti nel proprio mese. Questi raccolgono 12 fascicoli  con circa 100 tavole per ogni fascicolo. Il periodo di realizzazione dell'opera va dal 1805 al 1822; alla fine di ogni fascicolo è riportato un prospetto cronologico con il giorno di raccolta delle piante e il nome scientifico e volgare. Segue un capitolo con le proprietà medicinali delle piante e delle poesie relative ai fiori o alle allegorie botatiche di diversi autori. Le tavole sono di pregevole fattura artistica e con una perfetta fedeltà nell'imitazione della natura. In alcune tavole aggiunge delle figure analitiche dello spaccato dei fiori e dei frutti alla maniera dei naturalisti. I suoi disegni sono reali e hanno una precisione scientifica tale che le piante non nominate possono essere facilmente identificate. Raffigura piante che crescono spontanee in Veneto, nel litorale e piante ornamentali o che si coltivano negli orti.

Per la consultazione dei manoscritti, bisogna rivolgersi alla Biblioteca durante le ore di apertura.